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sabato 14 maggio 2011

FEDERALIMENTARE: TASK FORCE IN CANADA CONTRO CONTRAFFAZIONI

Articolo tratto da Agi News On (http://www.agi.it), da quest'articolo in poi articoli anche sulla pagina fan di Facebook su "Il Mondo Futuro".
15:39 13 MAG 2011


(AGI) - Roma, 13 mag. - Un progetto pilota per promuovere il Made in Italy alimentare e contrastare i fenomeni di contraffazione e di imitazione diffusi in Nord America. Con questi intenti, in occasione del Sial di Toronto, Federalimentare insieme al ministero dello Sviluppo Economico, all'Ice, all'Unioncamere e al ministero degli Affari Esteri hanno avviato un'apposita task force in Canada. "Degli oltre 21 miliardi di euro esportati dal nostro Paese, il Canada rappresenta un mercato molto interessante per la nostra industria alimentare, il nono in graduatoria con un'esportazione nel 2010 di ben 544 ml di euro, con un incremento rispetto al 2009 di ben il 25,8%, nonostante le molte difficolta' che continuiamo ad incontrare", spiega il capo delegazione, vice presidente, Annibale Pancrazio. L'Italia in particolare esporta vini, aceti, olii d'oliva, conserve vegetali e di frutta, paste, dolci confetteria e caffe', carni trasformate, prosciutti ed insaccati, formaggi e acque minerali. Dal Canada importa molti prodotti primari e in particolare cereali e carne, mentre importiamo pochissimi prodotti trasformati (solo 38 milioni di euro), principalmente olii e grassi. "La bilancia commerciale cosi' positiva - ben 506 milioni di euro - e i tassi di crescita a due cifre ci rendono ottimisti per il futuro, pur consapevoli dei limiti ancora da superare", sottolinea Pancrazio. Per Paolo Zanetti, vice presidente dei Giovani di Federalimentare, membro di Assolatte e contitolare della Zanetti, dal Canada lamenta che "Non solo esiste ancora il problema dell'auspicabile riconoscimento delle Dop e degli strumenti legali per la tutela delle stesse, ma il mercato dei formaggi in Canada (per noi quasi 40 milioni di euro) e' uno dei piu' protetti al mondo, con delle quote e licenze di importazione, ferme da quasi 40 anni, esattamente dal 1975. Bisognerebbe abolirle o quantomeno incrementarle sensibilmente per andare incontro all'elevata domanda di prodotti lattiero-caseari italiani". (AGI) (AGI) - Roma, 13 mag. - Infatti le negoziazioni del Canada con l'Unione Europea, avviate nell'ottobre del 2009, non hanno ancora consentito di proteggere le nostre denominazioni e di liberalizzare i settori sotto licenza ed in particolare il lattiero caseario e le carni lavorate. Per quanto riguarda il vino, le cui esportazioni verso il Canada sono pari circa a meta' del'export totale dall'Italia (258 milioni di euro nel 2010) il presidente di Federvini Lamberto Vallarino Gancia rileva "che in Canada sopravvive il monopolio della vendita e distribuzione di vini ed alcoolici. Il Liquor Tax Control Board seleziona i prodotti vitivinicoli con criteri assolutamente soggettivi. Il Canada sta studiando anche una nuova legislazione specifica per l'etichettatura e la presentazione delle bevande alcoliche nonche' consente a numerosi operatori del continente americano presenti in Canada l'uso di alcune denominazioni di origine come nomi semigenerici e quindi di libero uso che, unitamente a marchi, nomi ed etichette che rimandano all'Italia, rendono la competizione locale estremamente difficoltosa e l'imitazione estremamente diffusa".
Anche per l'olio di oliva - ben oltre 80 milioni di euro di export - e per i prosciutti ed i salumi - circa 12 milioni di euro di export - come dichiara Monica Malavasi di Ivsi-Assica "il Canada riveste tutt'ora un grandissimo interesse commerciale, pur se la presenza del nostro settore delle carni viene limitata dalle ispezioni continue, dalle rigide regole sanitarie, dai marchi di importanti prodotti Made in Italy depositati dai produttori locali". Il programma della Task Force Canada vedra' momenti di degustazione e promozione dei prodotti autentici italiani, valorizzazione della rete dei ristoranti italiani in Canada, attivita' di informazione del consumatore anche attraverso riviste specializzate e media radiotelevisivi locali. In conclusione, il capo delegazione Annibale Pancrazio ritiene "questo progetto pilota di fondamentale importanza per testare un metodo forte e coordinato di recupero di quella vasta parte del mercato che vorrebbe mangiare italiano e si accontenta di una imitazione".
(AGI) Red/Fri