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venerdì 7 giugno 2013

L'accordo commerciale tra Canada e Ue rischia di incagliarsi sulla carne

da www.ilsole24ore.com

ReutersReuters
Quando la prossima settimana il primo ministro canadese Stephen Harper sarà in viaggio in Europa passerà gran parte del suo tempo tra Londra e l'Irlanda del Nord dove prenderà parte a un vertice del G8 per discutere con gli altri grandi di massimi sistemi. Ma il successo della sua visita si misurerà su quello che i suoi negoziatori riusciranno o meno a ottenere a Bruxelles discutendo di temi ben più terreni, come quanta carne di manzo debba entrare in Europa.
È infatti sul trattato commerciale tra Canada e Unione Europea che poggia un pezzo non irrilevante della premiership di Harper. Per più di un motivo. Il primo ministro canadese si è posto come obiettivo di diversificare i partner commerciali del proprio Paese, perché negli ultimi anni dipendere troppo strettamente dagli Stati Uniti si è rivelato rischioso. Allo stesso tempo però gli accordi firmati fino a oggi non hanno avuto la portata paragonabile a quella di un possibile deal con l'Unione europea. E quello con Bruxelles si sta rivelando più complesso del previsto: il tavolo negoziale venne aperto nel 2009 con l'obiettivo di chiuderlo due anni più tardi. Oggi, quattro anni dopo, nessuno è certo che l'accordo verrà siglato durante la visita ufficiale della prossima settimana.
I temi del negoziato sono vari, tra i principali spiccano i prodotti agricoli, il settore del procurement e i servizi finanziari. Ma uno dei punti più delicati del processo potrebbe rivelarsi proprio la questione della carne. Il Canada vorrebbe che i suoi produttori fossero autorizzati a esportare verso l'Europa ben più di 40mila tonnellate annue di manzo. Da Bruxelles nicchiano. Quella cifra si può raggiungere, forse anche superare di poco, ma senza spingersi troppo più in là. I produttori di Francia e Irlanda farebbero le barricate. E un peso massimo della politica europea come il presidente francese Francois Hollande, già alle prese con i problemi delle cantine transalpine a causa dei possibili dazi cinesi, vedrebbe la sua popolarità calare ulteriormente.